Poetica neoclassica
Quel particolare movimento di restaurazione dell’ideale estetico classico, che si ha tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento e che raggiunge il suo culmine nell’età napoleonica,prende il nome di Neoclassicismo,ed ha una sua ben definita poetica.
Il principale banditore della poetica neoclassica fu l’archeologo tedesco J.J. Winkelmannn,il quale nella sua Storia dell’arte nell’antichità(1764) delineò un ideale di perfezione artistica,i cui caratteri sono:dignità,serenità,compostezza anche nella rappresentazione del dolore,semplicità,grazia.
Il Winkelmann insiste molto sulla
grazia,che si ottiene innanzi tutto evitando ogni vistoso eccesso nella rappresentazione delle passioni,ogni asprezza di linee e di luce nei contorni e nelle forme .La contemplazione di un mare tranquillo,l’assaporamento di una"La grazia,dice,è come l’acqua,che è tanto migliore quanto meno ha gusto"
"Alla bellezza,come al mare,convengono la quiete e la calma".
Questi caratteri si riassumono nella celebre definizione delle opere dell’arte greca come dotate di "nobile semplicità e di calma grandezza".
Oltre al Winkelmann,altri trattatisti,come il Mengs ed il Milizia,teorizzarono e diffusero il culto del bello ideale,che si ha nella scelta delle parti migliori dei vari aspetti di natura e nella loro composizione in serena armonia di linee.
Il gusto neoclassico non è estraneo alla sensibilità
romantica.Il Citanna considera il neoclassicismo inciò che ha di vivo,come un
aspetto del romanticismo,dell’ansia romantica di evadere dal presente:esso è
un "approdo a un paese esotico dopo un viaggio insolito e d’eccezione:
Chenier,Holderlin,Keats,Foscolo
sono tutti profondamente romantici nell’animo ed il loro classicismo è dunque
anch’esso romanticismo,aspirazione nostalgica verso un passato che è soltanto
il passato del loro sogno,l’isola fantastica del loro desiderio errante ed
inappagato."
Non per nulla molti teorici del neoclassicismo non appartengono al mondo latino.
Mario Praz nel suo noto volume,Gusto neoclassico,così ci presenta il giovane Winkelmann,prima della sua venuta in Italia:
"Nel gelo della sua stanzetta,l’uomo pallido e magro sedeva imbacuccato nella sua pelliccia fin sulla punta del naso,ma i suoi occhi sfavillanti vedevano nella pagina di Plutarco l’azzurro Mediterraneo,tutto porti e città di stupendi uomini bruni,e i leggiadri caratteri greci erano nere file di snelle navi che solcavano il mare,flotte di talassocrati."