LA POETICA DEL VERISMO
Il banditore di questa poetica fu Luigi Capuana, che dedusse i principi della poetica verista analizzando criticamente le opere del Verga e tenendo conto delle dichiarazione dello stesso autore. Schematicamente si possono così riassumere :
La letteratura non deve essere subordinata alla scienza e all’impegno politico-sociale
.La scientificità non deve consistere nel trasformare la narrazione in esperimento per dimostrare tesi scientifiche(legge dell’ereditarietà, influsso determinante dell’ambiente.)ma deve consistere in una particolare tecnica con cui lo scrittore rappresenta i suoi personaggi, che se è simile al metodo dell’osservazione scientifica rimane tuttavia entro i limiti che sono propri dell’arte.
Questa tecnica narrativa si riassume nel principio dell’impersonalità che esige l’eclisse dell’autore. Il narratore deve vedere le cose con gli occhi dei personaggi ed esprimerle con il loro linguaggio. Deve scomparire il modo di esprimersi dell’autore colto.
Lo scrittore deve rappresentare, narrare fatti non giudicarli. Quest’ultimo canone deriva necessariamente dalla Weltanschauung pessimistica del Verga. La società umana è dominata dalla lotta per la vita per cui sopravvive il più forte a danno del più debole. Non c’è posto per i sentimenti di pietà, giustizia, amicizia, solidarietà. Questa è una legge di natura e come tale immodificabile.