
PESSIMISMO MANZONIANO
Sua evoluzione dalle tragedie al romanzo.
Alessandro Manzoni ebbe la felicità di vivere in una epoca complessa e ricca di molte e varie esperienze : un’età che va dallo assolutismo al giacobinismo,dal dispotismo napoleonico al liberalesimo,dall’ateismo e dal deismo al più fervido teismo,dal razionalismo all’idealismo.dall’antistoricismo allo storicismo.
Tra le opere minori,importante dal punto di visto del pessimismo,sono I Sermoni del 1803. La loro importanza sta nel fatto che in essi appaiono preminenti il moralismo del Manzoni e il suo umanesimo,cioè la tendenza a rappresentare "l’uomo nella sua sostanza morale"
Il giovane poeta osserva la società contemporanea e se ne
distacca disgustato; e quando da tutte le parti si celebrava l’avvento di un’era
nuova di gloria e di grandezza egli si guarda intorno e vedeva il vuoto e il
marcio.(M. Sansone)
La conversione (1810) e gli Inni sacri
La conversione religiosa è il fatto capitale della vita del Manzoni,il
centro della sua attività di uomo,di artista e di critico.
Credeva già in Dio,ma ora il deista diventa teista e la sua morale umanitaria
diventa morale cattolica.
La conversione rinsaldò i suoi principi e riscaldò la sua fantasia.
Ad essa si devono i Promessi Sposi e quasi tutte le liriche,cominciando dagli
Inni.
Gli Inni Sacri
Gli inni non sono l’opera di un mistico,che anela a dimenticarsi in Dio.
"Carattere del Manzoni è di sentire il divino nell’umano,cioè di avvertire Dio operante nella vita umana,volto a sorreggere e illuminare la triste esistenza degli uomini" (Momigliano)
E’ importante sottolineare,con il Sansone, come di tutta la tematica religiosa cristiana,il Manzoni abbia sentito poeticamente solo il dramma della discesa del Redentore e il suo sacrificio sino alla sua resurrezione e alla discesa dello Spirito che dispensa la grazia riconquistata con la redenzione.Per il Sansone non è proprio esatto parlare di "conversione" ma di plenitudo temporis del Manzoni,cioè "del suo totale ritrovamento e definitivo orientamento"
Di tutta la grandiosa storia cristiana il Manzoni non esalta,ad esempio,la potenza di Dio creatore,ma vive poeticamente l’ora in cui Dio, mosso a pietà del genere umano,scende sulla terra in persona del Figlio,si sacrifica ed apre agli uomini la via della salvezza;sente cioè proprio l’ora in cui il divino ridiscende nell’umano e lo illumina di sé.Questo è il sentimento animatore degli Inni,che perciò il Sansone li definisce come un "poema della Redenzione"
Tuttavia bisogna dire che questo sentimento stenta.nei primo quattro inni,ad aprirsi la via e a pervadere di sé tutto il componimento poetico,così che questi primi Inni ci rivelano l’alto e commosso sentimento religioso,ma non riescono opera poetica perfetta.
Le Tragedie
Per capire la poesia delle tragedie bisogna tener presente che l’ispirazione del poeta si sviluppa da una severa e dolorosa contemplazione della realtà e degli uomini ad una accettazione sempre più comprensiva e serena delle loro deficienze e delle loro assurdità.
Le composizioni giovanili del Manzoni esprimono nella forma più cruda e violenta il pessimismo del giovane poeta.Poi la conquista della religione cattolica illuminerà l’animo del poeta fino a fargli intendere che male e bene sono due componenti fondamentali della nostra vita morale e del nostro dramma di uomini destinati a vivere in questo mondo.Bisogna dunque piuttosto intenderli gli uomini,compatirli,guidarli,illuminarli,che disprezzarli e fustigarli.
Questo fu il cammino della ispirazione manzoniana.Ma la conquista fu assai difficile e per lunghi anni, anche dopo la conversione, il Manzoni rimase fermo nel suo doloroso pessimismo.
Anche dopo la conversione, il poeta appare spesso riluttante all’idea che la storia realizzi un sapiente disegno divino,sgomento di fronte alle vicende umane come dinanzi ad un folle agire,di cui non è dato scorgere il senso ed il fine.
Le due tragedie rappresentano il momento più acuto del maturo pessimismo manzoniano.
Il Manzoni crede certo che l’uomo,decaduto per il peccato originale,sia stato redento da Cristo,ma pensa che pochi privilegiati,partecipi della grazia, riescano a seguire la via del bene.
Le pene e i delitti degli uomini non sono ancora accettati come una prova, ma sono sentiti come un assurdo.La vita terrena gli appare come il regno dei malvagi che impongono spietati la loro feroce forza che "fa nomarsi dritto".
Nel mondo non c’è che una sola vicenda: far torto o riceverlo, stare fra gli oppressi o gli oppressori.
Ai pochi buoni, impotenti di fronte al male, non resta che patire il torto, nell’attesa della morte liberatrice; agli oppressi si apre la via della salvezza spirituale, la speranza del premio ultraterreno: nessuna possibilità di giustizia qui sulla terra.
Nelle tragedie il Manzoni rappresenta la vita terrena come il
regno del male. Un folle avventura per i cattivi e una dura prova per i
buoni.Una forza superiore (divina) regge certamente il cammino umano. Ma agli
uomini non possibile vederne il disegno:
unica consolazione la fede,unica speranza la morte.
Su questa terra i buoni non possono vincere il male,non possono affermare un po’ di giustizia.
Il significato più profondo del coro di Ermengarda è l’idea della "
provvida sventura"Essa che pure apparteneva alla stirpe degli oppressori,colpita dalla sventura,ha avuto il privilegio di stare tra gli oppressi,tra quelli che patiscono; e una tale privilegio le assicura la salvezza.
Tra gli oppressi è anche Adelchi valoroso e generoso,desideroso di affermare i valori umani e cristiani,ma costretto a constatare l’impossibilità di realizzarli in questo mondo.Si confida con il fedele Anfrido:
"Il mio cor m’ange, Anfrido: ei mi comanda
Alte e nobili cose:e la fortuna
Mi condanna ad inique"(Atto III,sc.I,W.83-85)
E a Desiderio suo padre,ormai prigioniero di Carlo:
………. godi che chiusa
all’oprar t’è ogni via:loco a gentile,
innocente opra non v’è:non resta
che far torto o patirlo.(Atto V,sc.VIII,w.352- 355)
Qualunque azione,qualsiasi opera dell’uomo in terra è male;non resta che l’aldilà!
Il Cinque Maggio
Questa Ode segna un momento importante dell’evoluzione del pessimismo manzoniano: è l’ora in cui il poeta scopre, sopra le ragioni delle contraddizioni della storia umana,le ragioni del loro conflitto,le accetta e le giustifica.
Lo spirito di Napoleone trova pace e riposo solo quando scopre che anche lui,è una creatura a cui Dio ha assegnato una missione da compiere e che il motivo delle sue vicende è in Dio e nel comune destino dell’uomo.
I Promessi Sposi
Il Manzoni dei Promessi Sposi è insieme pessimista e ottimista.Essi infatti sono il poema della follia e delle assurdità umane, ma anche un ottimistico poema di liberazione e di speranza,perché su quello spettacolo di deliri e di perversità piove la consolazione della
Provvidenza e la fiducia nella possibilità di una esistenza vissuta con purezza ed eroismo.Quando il Manzoni componeva il Romanzo usciva dal triste pessimismo delle tragedie e non vedeva più la morte e la rassegnazione come sole forme di liberazione dalla vita dolorosa,ma sentiva la vita come prova sorretta dalla fede e animata dalla speranza.Capiva che il bene si afferma come vittoria sul male e che non c’è eroismo senza un nemico da combattere.
Si osservino,dice il Sansone,come sono rappresentate le deficienze umane e si ripensi alle tragedie: in queste ci sono due mondi,nettamente separati , quello degli oppressi e quello degli oppressori;nel Romanzo invece gli oppressi vivono nella resistenza e nella lotta contro gli oppressori e mentre nelle tragedie gli oppressi periscono, nel romanzo risorgono vittoriosi ad affermare le ragioni della vita buona e innocente.
Nel romanzo i buoni sono coraggiosi, non hanno disgusto del mondo, ma vivono in esso,accettando le sofferenze e combattendo per restaurare le ragioni della vita innocente e benedetta.
Nel romanzo il Manzoni crede nel valore dello sforzo per affermare il bene: pensa che nella sofferenza e nella lotta per la giustizia gli uomini si incontrano con Dio,il quale,occulto, segue e conforta la causa del bene.Qui compaiono figure nuovi di cristiani ispirati all’idea che la vita è impegno e lotta assidua contro il male,sforzo incessante di edificare un mondo migliore per tutti.