VOLONTARIATO LASALLIANO

 

        E’ ormai tradizione assodata che ogni anno, ai primi di marzo, il variegato mondo del volontariato lasalliano si ritrovi per un seminario nazionale di formazione, verifica e progettazione. Quest’anno l’appuntamento presso la Casa Generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in Via Aurelia a Roma, riveste un carattere del tutto particolare, perché coincide con l’anno tricentenario dell’arrivo dei primi Fratelli a Roma (1702) e quindi con l’inizio della presenza educativa della nuova istituzione lasalliana in Italia. S. Giovanni Battista de La Salle, infatti, aveva iniziato solo venti anni prima la grande esperienza di una famiglia religiosa, composta esclusivamente da Fratelli laici, dedita esclusivamente all’apostolato educativo. Nel 1702 era praticamente ancora sconosciuta fuori della Francia. Fratel Gabriel Drolin ne diveniva così l’ambasciatore presso il centro della cristianità.

 

        Certamente parlare esplicitamente di “volontariato”, inteso secondo la legislazione vigente da alcuni anni in Italia, è fenomeno recente, ma con radici che affondano nelle stesse motivazioni centrali del movimento creato da La Salle.

 

        Nell’azione e negli scritti di questo autentico anticipatore delle risposte più efficaci ai bisogni e alle urgenze di una società in fermento e in fase di profonde trasformazioni, quale era quella della fine del XVII secolo, ritroviamo i capisaldi di quella che è e rimane l’ossatura del moderno volontariato e, in particolare, del volontariato “educativo” quale è quello lasalliano.

In uno studio ampiamente documentato, nel Seminario Nazionale del 1997 avevo già rintracciato almeno sei grandi filoni ispirativi che sono alla base dell’impegno di centinaia di volontari che operano in collegamento con le istituzioni educative dei Fratelli, sparse in tutta Italia.

 

Questi assi portanti, in estrema sintesi, sono così identificabili:

1.  La disponibilità a “lasciarsi coinvolgere”: la vita del ricco canonico La Salle si è giocata tutta su questa cifra. Colpito dallo stato di abbandono, culturale, sociale e spirituale, in cui si trovava la gioventù del suo tempo, ha messo mano ad un’impresa di solidarietà e di progetto culturale di immensa portata.

2.  La capacità di “accoglienza”: è sostanziata di disponibilità, attenzione, superamento di ogni discriminazione, amore effettivo e tangibile sostenuto da profonda tenerezza.

3.  Lavoro per la “promozione della persona”: nessun aspetto va lasciato fuori. La promozione riguarda sia il piano religioso che quello umano: culturale, sociale, professionale…

4.  La “gratuità”: intesa in due sensi strettamente connessi e interdipendenti: quella economica per il servizio educativo prestato e quella dell’attitudine profonda che si traduce in disponibilità totale e disinteresse, segno dell’amore gratuito di Dio.

5.  La “solidarietà e condivisione”: è il frutto e la conseguenza degli atteggiamenti precedenti che sfociano in gesti e scelte operative concrete, fino alla condivisione di uno stile di vita semplice ed austero che non faccia stridere il reale accostamento al povero.

6.  Lo “sguardo di fede”: è la motivazione più basilare che è all’origine dell’azione educativa, ma ne è anche sostegno e meta. La Salle arriva a dire: “Riconoscete Gesù sotto i poveri stracci dei ragazzi che dovete istruire: adoratelo in essi; amate la povertà e onorate i poveri”.

 

        Sulla scorta di questa ispirazione di fondo, di natura teologica e sociologica allo stesso tempo, rapportata alle nuove condizioni della società odierna e alla nuova sensibilità solidaristica diffusa, si impianta nel mondo lasalliano una ricca fioritura di iniziative e di organizzazioni che coprono un ampio spettro di settori di servizio.

 

        Il volontariato lasalliano ha carattere fondamentalmente “educativo”, in sintonia con l’ispirazione sopra ricordata, ma si esplica in molteplici campi, visto che il concetto di educazione ha un ampio spettro di accezioni. Ne ricordiamo gli ambiti principali e le esperienze più notevoli in Italia:

a) ambito dell’aiuto scolastico e del sostegno a ragazzi in difficoltà: sono notevoli e tipiche alcune esperienze di vasto respiro, quali tra le altre: il doposcuola di quartiere “Contardo Ferrini” operante presso il Collegio S. Giuseppe di Torino; il doposcuola di quartiere “L’aquilone” operante presso l’Istituto Gonzaga di Milano; l’attività dell’Associazione VOLAS presso l’Istituto S. Luigi di Acireale; le iniziative dell’Associazione Amici del Pio XII presso l’omonimo Istituto di Roma e quella dell’Associazione Amici del Colle La Salle in Via dell’Imbrecciato a Roma.

b) ambito della prevenzione e del recupero: sono particolarmente attive in questo settore le Associazioni “Gruppo Educatori Volontari” di Regalbuto in Sicilia; l’Associazione “La Salle” operante a Genova; l’Associazione “La Salle” di Guardia Sanframondi nel beneventano; l’Associazione “Amici La Salle” di Monserrato nei pressi di Cagliari; in questo settore si inserisce anche il grande lavoro svolto nell’ambito dell’Istituto Bartolo Longo di Pompei.

c) ambito dell’accoglienza e dell’accompagnamento di immigrati extracomunitari: in prima linea in questo settore è l’Associazione La Salle di Roma, operante presso l’Istituto Angelo Mai, con una più che decennale esperienza nella scuola di italiano per immigrati, di assistenza medica, di sostegno sociale e materiale; una scuola di italiano per immigrati è realizzata anche dalla Associazione Scuola La Salle presso l’Istituto Gonzaga di Milano ed una nuova esperienza è stata avviata da due anni presso l’Istituto La Salle di Napoli.

d) ambito del recupero di tossicodipendenti: due associazioni si distinguono particolarmente in questo delicato settore, il Gruppo Arco di Torino e l’Associazione Francesco Picco di Vercelli. La complessità del problema e della conseguente attività, in questo caso comporta un largo coinvolgimento di professionalità e di specializzazioni.

e) ambito missionario ed aiuto al terzo mondo: l’Associazione ANPIL operante presso l’Istituto Gonzaga di Milano è particolarmente attiva e coinvolgente; il suo fronte di lavoro originario si è incentrato sull’isola di Haiti dove sta realizzando da anni un lavoro egregio di promozione sociale ed educativa, per poi estendersi negli ultimi tempi anche al Mozambico. Un altro ambito specifico è quello curato dall’Istituto Villa Flaminia con l’adozione “educativa” a distanza realizzata specialmente in paesi dell’Africa e dell’America Latina.

f) ambito della solidarietà: le sfaccettature di questo settore sono molteplici quanto i bisogni a cui si è chiamati a far fronte. Si va dalla vasta attività della “Messa del povero” organizzata in Torino, alla “mensa dei poveri” animata dalla comunità educante dell’Istituto Villa Flaminia a Roma, alle Associazioni lasalliane nate dalla tradizione delle Conferenze di S. Vincenzo, specialmente presso il Collegio S. Giuseppe De Merode di Roma, il Collegio S. Giuseppe di Torino, l’Istituto Leonardo Da Vinci di Catania.

 

        Un aspetto particolare da sottolineare, in questa fioritura di iniziative, è quello del coinvolgimento dei giovani studenti nelle iniziative di volontariato che, oltre ad offrire preziose occasioni di formazione alla solidarietà, possono preludere a forme di impegno più prolungato e strutturato in età successive. Oltre le già ricordate nel settore dell’accompagnamento dei più piccoli in difficoltà, meritano una specifica segnalazione quelle del servizio presso la mensa Caritas di Roma, svolto dai giovani dell’Istituto Pio XII, e presso la mensa dei poveri a Villa Flaminia, e quello dell’assistenza e dell’aiuto nello studio presso un’opera per ragazzi ciechi svolto dai giovani dell’Istituto Pio IX sull’Aventino.

 

        Questa carrellata velocissima, che fa certamente torto alla creatività, alla ricchezza di impegno e alla vastità di settori toccati dal volontariato lasalliano, ne è però anche una illustrazione efficace per quanto limitata. Qui non si tratta tanto di celebrarne la vitalità e la vastità, quanto di segnalarne la presenza, anche per svelare un volto spesso sconosciuto della scuola cattolica e del suo impegno sociale. Frequentemente, infatti, si sente ripetere che la scuola cattolica si limita ad assicurare un insegnamento di qualità a ceti privilegiati. Con il volontariato si ha una doppia opportunità di allargamento del progetto educativo: da una parte si offre ai giovani l’occasione di sperimentare un aspetto importante della loro formazione umana e sociale e, dall’altra, si offre al mondo adulto dei genitori e degli ex-alunni la possibilità di contribuire efficacemente all’azione educativa offrendo alle nuove generazioni una testimonianza viva di solidarietà e di sensibilità sociale.

 

        La sfumatura “educativa”, sempre presente nelle varie iniziative, permette di andare oltre l’angusta visione del volontariato come semplice “assistenza”, per realizzare invece una concreta forma di “condivisione”, cioè la consapevolezza vissuta che essendo gli uomini affidati gli uni agli altri, non c’è nessuno che non sia radicalmente povero, cioè bisognoso dell’aiuto degli altri, e nello stesso tempo non c’è nessuno che non sia radicalmente ricco, ossia che non abbia possibilità e responsabilità di donare qualcosa agli altri. Il tutto riportato idealmente alla continuazione nel tempo della grande intuizione lasalliana delle origini scaturita dalla particolare “vulnerabilità” messa in luce dall’esperienza concreta di La Salle di fronte alle situazioni di bisogno con cui è costretto a confrontarsi e di cui non resta mai spettatore esterno che si limita ad “aiutare” senza lasciarsi coinvolgere a fondo. La frase tipica in cui La Salle condensa tutta la sua filosofia educativa è quella della necessità di “toccare il cuore” di coloro che si educano; chiaramente questo non è possibile se l’educatore per primo non è nella disposizione esistenziale di lasciarsi “toccare il cuore” dalle situazioni che altri sperimentano. Questo resta il principio di fondo, pur in una società che in trecento anni ha visto enormi cambiamenti, ma resta bisognosa di provare costantemente la solidarietà come fonte di speranza. Anche al volontariato lasalliano si può applicare pienamente una delle più intense espressioni del Concilio Vaticano II: “Legittimamente si può pensare che il futuro dell’umanità sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza” (Gaudium et Spes, 31).

 

        La consapevolezza di questo ruolo dell’educatore e del volontario faceva già esclamare a La Salle: “Ringraziate Dio che ha avuto la bontà di servirsi di voi per procurare ai ragazzi un beneficio così grande” (Med. 194.1).

   

 

Fr. Mario Presciuttini